Tumore alla prostata: nell’organizzazione del DNA una chiave per distinguere i casi a basso e alto rischio

Un team interdisciplinare italiano, composto da ricercatori del CNR, dell’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare (INGM), dell’Istituto di Oncologia Molecolare IFOM e dell’Ospedale Policlinico di Milano, ha pubblicato su Nature Communications uno studio che propone un nuovo metodo per distinguere i tumori prostatici a basso rischio da quelli aggressivi.

Utilizzando la tecnologia 4f-SAMMY-seq, i ricercatori hanno analizzato l’organizzazione tridimensionale della cromatina in biopsie tumorali, identificando due sottotipi: uno con riorganizzazione minima e uno con alterazioni estese, sorprendentemente associato a prognosi migliore. Lo studio ha portato all’identificazione di una firma molecolare di 18 geni, validata su oltre 900 pazienti, utile per la stratificazione del rischio e per guidare terapie personalizzate.

Francesco Ferrari, ricercatore dell’IGM-CNR e Direttore del laboratorio di Genomica Computazionale di IFOM, ha co-coordinato lo studio insieme a Chiara Lanzuolo (ITB-CNR; INGM).

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Foiani nominato socio dell’Accademia dei Lincei

Tutto il personale dell’Istituto di Genetica Molecolare “Luigi Luca Cavalli-Sforza” di congratula con il proprio direttore, il prof. Marco Foiani, per la sua recente elezione a socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Fondata nel 1603 da Federico Cesi, l’Accademia è la più antica istituzione scientifica del mondo e rappresenta il vertice della cultura italiana.

Foiani è stato eletto nel ruolo di corrispondente, per la sezione “Biologia cellulare e dello sviluppo”.

IGM GUEST SEMINAR SERIES: Alessandra Brambati, 01/10/2025

Il 1° ottobre 2025 alle 11.00 si terrà il seminario “Transcript RNA serves as a template for Polζ-dependent DSB repair” presso l’Aula Falaschi dell’Istituto di Genetica Molecolare “Luigi Luca Cavalli-Sforza” del CNR a Pavia.

Speaker: Alessandra Brambati, Ph.D
Assistant Professor
Dept. of Pharmacology, University of Colorado

LOCANDINA

BANDO 367.553 CTER IGM

IGM-GUEST SEMINAR SERIES: Alessandra Balduini, 09/07/2025

Il 9 luglio alle ore 12 si terrà presso l’Istituto di Genetica Molecolare “Luigi Luca Cavalli-Sforza” del CNR il seminario “Shaping Platelets: How 3D Niche Models Unlock Megakaryocyte Mysteries Beyond 2D Cultures”.
 
Relatore: Alessandra Balduini, MD
Full Professor
Department of Moterzamissione_dbb@unipv.itlecular Medicine, University of Pavia
Department of Biomedical Engineering, Tufts University, US

Nuova luce sulla SLA: perché l’organismo non è in grado di “riparare” il DNA danneggiato

Una ricerca svolta presso l’Istituto di genetica molecolare “Luigi Luca Cavalli-Sforza” del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia (Cnr-Igm) ha prodotto dei risultati chiave per definire i meccanismi molecolari alla base dell’accumulo di danno al DNA in cellule affette da Sclerosi laterale amiotrofica-SLA, una patologia neurodegenerativa devastante e ancora priva di valide prospettive terapeutiche, in continuo aumento nella popolazione mondiale.

Lo studio, finanziato da Fondazione AriSLA, ha visto il contributo di ricercatori e ricercatrici dell’Istituto di farmacologia traslazionale (Cnr-Ift), dell’Istituto di biologia e patologia molecolari (Cnr-Ibpm), della Sapienza Università di Roma e dell’Università degli studi Tor Vergata di Roma, dell’Istituto Mondino di Pavia e dell’IFOM di Milano.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Cell Death & Differentiation, rivelano che gli aggregati delle proteine FUS e TDP-43, che si accumulano nei pazienti SLA, impediscono alle cellule di segnalare e riparare il danno al DNA: questo porta a un rapido accumulo del danno, causando la perdita di funzionalità del genoma e sofferenza cellulare. Mentre, infatti, in persone sane le cellule dell’organismo riescono a riparare prontamente i molteplici danni subiti ogni giorno dal DNA in esse presente attraverso un processo di “risposta” noto come ‘DNA Damage Response’, nei pazienti affetti da SLA tale risposta cellulare non funziona in modo efficace contribuendo alla neurodegenerazione.

Sofia Francia, ricercatrice del Cnr-Igm che ha coordinato lo studio, afferma: “Già in un precedente studio sostenuto da AriSLA avevamo dimostrato che proprio l’aggregazione delle proteine FUS e TDP-43 impedisce alle cellule di segnalare e riparare il danno al DNA. La conseguenza di questa disfunzione è che il DNA danneggiato si accumula velocemente nelle cellule, portando a perdita di funzione del genoma e ad una sofferenza della cellula stessa. Oggi, l’aver identificato gli attori maggiormente coinvolti da questo difetto ci ha permesso di testare a livello cellulare una terapia con un farmaco già approvato per le sue azioni antibatteriche e che recentemente ha dimostrato avere anche azioni antitumorali. I risultati ottenuti sono estremamente promettenti, in quanto rappresentano un primo passo che ci consentirà di proseguire gli studi su modelli più avanzati e, auspicabilmente, arrivare a potenziali nuove terapie”.

Lo studio, infatti, propone di reindirizzare una molecola già approvata per il trattamento di questa malattia, con un potenziale rapido riscontro per i pazienti.

“Esprimiamo soddisfazione per questi risultati che derivano da più studi supportati da AriSLA e che ci confermano l’importanza di dare continuità alla ricerca più valida e valutata meritevole dal nostro rigoroso processo di selezione”, aggiunge Anna Ambrosini, Responsabile Scientifico di AriSLA.

La SLA rappresenta una delle sfide più difficili per gli studiosi delle malattie neurodegenerative: le diagnosi sono in crescita esponenziale nel primo mondo per motivi ancora sconosciuti, e l’assenza di terapie risulta in un peso considerevole sul sistema sanitario nazionale. Nel 2040, si prevede che il numero di persone diagnosticate con SLA in Europa aumenterà, con una crescita prevista del 20% rispetto al numero attuale di 28.000 casi, raggiungendo i 35.000 casi. Tale aumento è in parte dovuto alla mancanza di trattamenti efficaci che rendono la SLA una sfida crescente per la sanità pubblica.

JOINT IGM-UNIPV-IFOM Imaging Workshop

Si terrà il 12 giugno presso l’Aula Falaschi il workshop di imaging organizzato congiuntamente da IGM-UNIPV-IFOM.
Sono previsti i seguenti interventi:
  • Dario Parazzoli –IFOM (MI), Two-Photon Imaging in Cancer Research: A Window into the Tumor Microenvironment
  • Amanda Oldani – CGS, UniPV, Total Internal Reflection Fluorescence Microscopy, a closer look to the great unknown
  • Spartaco Santi – IGM (BO), From Idea to Illumination: Gustafsson’s SIM Revolution Under the Lens
  • Simone Sabbioneda– IGM (PV), Fluorescence under Pressure: Flow and Imaging cytometry
 

13th Arturo Falaschi Lecture – 10 giugno 2025

13th “Arturo Falaschi Lecture” 

10 giugno 2025

ore 10:30

Aula “A. Falaschi” IGM CNR

Prof. John Diffley

Associate Research Director
Francis Crick Institute
London, UK

Understanding the Evolution of DNA Replication Initiation through Biochemistry

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